Alicia Is HERE – Ecco la recensione del nuovo grande album di Alicia Keys!

Un altro nome che si aggiunge alla lista dei grandi comeback di questo 2016 è quello di Alicia Keys che sforna il suo sesto album in studio Here, il primo dopo 4 anni. Il disco, che fa seguito a Girl On Fire, ha visto la luce ufficialmente il 4 novembre, supportato da diversi singoli rilasciati nel corso dell’anno. Come si può facilmente intuire dal semplice titolo, dalla copertina spoglia, ma anche dai titoli delle canzoni stesse, l’album punta tutt’altro che sull’immagine. La musica è il nucleo di tutto. Non che nei precedenti dischi non venisse data abbastanza importanza ad essa, semplicemente la cura e l’attenzione in ogni singolo dettaglio di musica o testo lo rendono ancora più unico delle precedenti opere firmate Keys. Non a caso Alicia e le principali testate internazionali lo definiscono il suo album più bello. Sarà vero?

Artist: Alicia Keys / Album: Here / Release Date: 04/11/16

Here

Here è un viaggio  musicale. Non è il classico insieme di 10 o 11 pezzi messi lì per fare numero, è sicuramente molto più di questo. Vuole raccontare una storia. Per questo motivo non ho intenzione di raccontarvelo traccia per traccia (un libro viene mai recensito capitolo per capitolo?), ma di farvene un giudizio generale marcando su ciò che mi ha impressionato di più.

Ad un primo ascolto colpiscono in particolare le performance vocali della cantante. Le interpretazioni sono uniche e catturano ad ogni ascolto sempre di più l’attenzione dell’ascoltatore.

Sorprendono in positivo anche il sound, interamente caratterizzato da forti influenze R&B/soul (e non mancano accenni hip-hop e gospel), e i testi, tra i migliori che abbiamo avuto modo di leggere quest’anno e non solo. Tra coloro che hanno aiutato alla scrittura e alla produzione del disco troviamo il marito Swizz Beats (produttore hip-hop che ha lavorato anche per Beyoncé, Jay-Z, T.I. e molti altri),  Mark Batson (che ha scritto e prodotto per 50 Cents, Jay-Z e per molti successi di Eminem), Pharrell (serve che dica qualcosa?), Illangelo (responsabile di diversi successi di The Weeknd e molti remix di successo). Emeli Sandé (che aveva già aiutato la collega nel precedente album) co-scrive Kill Your Mama, una traccia chitarra e voce molto cruda che discute sull’ambiente e sul male che gli uomini fanno alla Terra (“Oh mama, mama / Forgive us for your pain”). I temi trattati nel disco sono appunti tutti molto delicati: dal razzismo, alla famiglia, all’ambiente, passando per la fede e per il significato più profondo di bellezza. Alicia canta di questi argomenti come mai ha cantato prima: le parole vengono fuori spontanee e sentite, così come i vocalizzi, intensi e sublimi. Tra i punti più alti dell’album troviamo The Gospel, brano al quale la cantante ha dedicato un cortometraggio di oltre venti minuti, che racconta, su un’irresistibile base hip-hop con accenni soul, di una famiglia newyorchese su un ritratto di razzismo e povertà. Holy War è forse il brano più bello dell’intero progetto, nonché il momento più intenso ed emozionante. Parte ponendosi un unico semplice problema: “Se la guerra è santa, e il sesso è osceno / Li abbiamo scambiati in questo sogno lucido”. C’è spazio anche per pezzi più radiofonici come Work On It, realizzato insieme a Pharrell e caratterizzato da un “Oh, oh, oh, oh, oh, oh” che rimane impresso e che riporta nostalgicamente in testa l’intramontabile super hit No One (2007). Il momento più dolce invece è alla #9 con il singolo Blended Family (What You Do For Love), nel quale Alicia parla alla sua figlia adottiva (“Credo che l’amore possa portarci ancora più vicini dell’amore (…) Sono qui per te, perché questo è ciò che fai per amore (…) Siamo una famiglia mista”). Girl Can ’t Be Herself è una canzone molto bella che parla degli standard di bellezza, e sprona ad accettarsi per come si è, insicurezze o curve incluse. Non mancano riferimenti alla decisione dell’artista di non mettere mai più  trucco sul viso: “In the morning from the minute that I wake up / What if I don’t want to put on all the make-up / Who says I must conceal what I’m made of”In Common è il lead-single ma chiude l’intero progetto. Una canzone che può senz’altro vantare di una delle produzioni più originali dell’anno, grazie a un sound tropical da dancefloor che purtroppo però non ha avuto troppa fortuna nelle classifiche. Altrettanto sottovalutata è la ballad Hallelujah in cui la Keys chiede di essere salvata, nella speranza che i suoi peccati vengano perdonati.

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Tutto questo è Here. Un album che, ad alta voce, dice tante cose importanti, ma soprattutto tante cose vere. Non è difficile intuire che non è un disco fatto per vendere (Alicia ha già venduto quello che doveva vendere, non è certo una priorità ad un certo punto della carriera), ma per lanciare messaggi di interesse comune per dare speranza o in altri casi per denunciare delle situazioni gravi che continuano a persistere anno dopo anno.

SCORE: 81/100

TRACKLIST:

1. The Beginning (Interlude)

2. The Gospel

3. Pawn It All

4. Elaine Brown (Interlude)

5. Kill Your Mama

6. She Don’t Really Care / 1 Luv

7. Elevate (Interlude)

8. Illusion Of Bliss

9. Blended Family (What You Do For Love) (ft. A$AP Rocky)

10. Work On It

11. Cocoa Butter (Cross & Pic Interlude)

12. Girl Can’t Be Herself

13. You Glow (Interlude)

14. More Than We Know

15. Where Do We Begin Now

16. Holy War

17. Hallelujah

18. In Common

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E voi cosa ne pensate?

In arrivo le recensioni dei nuovi album di Giorgia Robbie Williams.

Alicia Is HERE – Ecco la recensione del nuovo grande album di Alicia Keys!ultima modifica: 2016-11-08T11:30:46+01:00da rick-ol98

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